Fin da tempi remoti le tradizioni quartesi sono fortemente legate ad una cultura agro - pastorale. In particolare è sempre stato fiorente l'allevamento degli ovini e la produzione del pecorino e, ancor più, la coltura di diversi tipi di agrumi: limoni, aranci, mandaranci, mandarini. La coltura della vite, inoltre, è da sempre uno dei fiori all'occhiello dell'economia cittadina e permette di produrre ed esportare, fin dall'antichità, ottimi e famosi vini tra i quali la malvasia, il moscato ed il nasco.
Un'altra tradizione quartese è la produzione del bianchissimo pane. Fatto a mano dalle massaie nelle "dom'e farra", la stanza della farina delle loro abitazioni, ha assunto grande valore anche grazie ai differenti significati attribuiti alle sue diverse forme, come il caratteristico "pane degli sposi" che, offerto in chiesa durante le cerimonie nuziali, simboleggia fertilità ed abbondanza. Già nel secolo scorso le donne quartesi portavano i loro prodotti fino a Cagliari per essere venduti; oggi si assiste invece al pellegrinaggio dei cagliaritani che arrivano a Quartu per acquistare il saporito pane prodotto e commercializzato in quelle stesse case dove veniva sfornato anticamente.
Le donne quartesi non si limitavano alla sola produzione del pane ma erano e sono anche abilissime pasticcere. Sono tuttora ricercatissimi gli squisiti dolci preparati con le mandorle, "amarettus", "pastissus", "candelaus", "su gattò", o con la sapa, "su pani 'e sapa" e "is pabassinas".
Per quanto riguarda l'artigianato è fiorente la produzione di cesti, di varie misure e fogge, realizzati a mano e la produzione di manufatti in oro lavorato a filigrana. Il costume tradizionale quartese è, infatti, uno dei più ricchi di gioielli della Sardegna.
Dal 1847 doveva essere infine già attiva la fabbrica di mattoni e tegole che oggi si trova ai confini con Quartucciu e, già dalla fine del secolo scorso, era fiorente il commercio: le donne infatti, come accennato, partivano per Cagliari per vendere i loro prodotti come il pane bianco, la semola di frumento, "sa farra" d'orzo, la sapa, il pane di sapa, le uova, gli ortaggi, il sale, le tele ed il filo.
Oggi le attività imprenditoriali e turistiche hanno in parte sostituito i vecchi mestieri anche se rimane comunque forte il legame con le tradizioni popolari.